Venezuela- Aiuti umanitari e concerto Live Aid

#in aggiornamento

“Il deputato avvelenato da Maduro”

Neanche un trafiletto con una rettifica. O due parole per scusarsi con i telespettatori di aver diffuso, per giorni e giorni, la bufala di Freddy Superlano, deputato dell’opposizione venezuelano “avvelenato, in Colombia, dai sicari di Maduro, con il Burundanga”. Nulla. Assoluto silenzio. Tanto la “notizia”, già metabolizzata, può sempre tornare utile per una prossima guerra umanitaria contro Venezuela. Quindi, perché smentirla?

Luis Sepúlveda

Mi piace leggere la stampa pubblicata in Colombia, perché è sempre impregnata di realismo magico.
L’omaccione con la camicia a quadri che passeggia accanto a Guaidó per le strade umide di Cúcuta si chiama Freddy Francesco Superlano Salinas ed è un deputato dell’Assemblea nazionale venezuelana, accanto a lui, suo cugino Carlos Salinas. Entrambi arrivati a Cúcuta, pieni di ardore patriottico, per organizzare l’aiuto umanitario al Venezuela e assistere al mega-concerto umanitario del pomeriggio di sabato.
A quanto pare, venerdì Freddy e suo cugino Carlos hanno lavorato fino allo sfinimento, e per dare riposo al corpo hanno deciso di invitare due volontarie dell’aiuto umanitario in un motel della strada che collega Cúcuta, in Colombia, con San Antonio, in Venezuela.
L’ idea era di scambiare idee umanitarie con le ragazze e lenire il calore appiccicoso di Cúcuta togliendosi qualche indumento. Il giorno dopo, il team umanitario venezuelano e gli umanitari colombiani, già turbati di non vederli all’ora di colazione, a mezzogiorno hanno ricevuto la notizia del deputato venezuelano e di suo cugino ricoverati in un ospedale lì vicino. Dove Carlos era entrato morto. Cos’altro riferire alla stampa se non di un inequivocabile crimine commesso da agenti del servizio segreto di Maduro?
Ma c’è sempre un poliziotto che rovina le argomentazioni dei patrioti. E, così, si è saputo che Freddy e Carlos avevano ricevuto dalle due volontarie dell’aiuto umanitario, una dose troppo grande di Scopolamina, più conosciuta come Burundanga. E che, una volta tramortiti Freddy e Carlos, le due volontarie dell’aiuto umanitario si sono presi per ricordo le loro fedi nuziali, gli orologi, i portafogli e, persino, le scarpe.
Freddy Superlano Salinas e suo cugino Carlos, si sono persi, così, il concerto umanitario. La due signorine, crediamo, invece, vi abbiano partecipato.


23 febbraio 2019

False Flag ecc.

Il confine del Venezuela con Colombia e Brasile è stato teatro di un’operazione di falsa bandiera per giustificare un “intervento militare straniero” nel paese.

  1. Al Ponte Internazionale Simón Bolívar, diversi soldati hanno preso due veicoli corazzati dalle forze armate nazionali bolivariane (FANB) e hanno speronato la barriera di sicurezza del confine. Dopo l’attacco percorso il lato colombiano del confine, dove sono stati accolti dai politici dell’opposizione venezuelana. L’attacco ha provocato due feriti.
  2. Gli oppositori venezuelani hanno appiccato il fuoco a camion carichi di “aiuti umanitari” al ponte Francisco de Paula Santander. Di nuovo, la GNB venezuelana è stata accusata, ma le immagini prese dai testimoni hanno smantellato il falso positivo.
  3. A Paracaima, nel nord del Brasile, hanno cercato di accedere ai camion a Santa Elena de Uairén, nello stato venezuelano di Bolivar. I leader dell’opposizione venezuelana e i presidenti di Colombia e Cile hanno diffuso la notizia della presunta entrata di successo di “aiuti umanitari”. Questo è stato negato dai giornalisti della zona.
  4. Il deputato venezuelano dell’opposizione Freddy Guevara ha annunciato che una nave di “aiuti umanitari” è partita da Porto Rico e avrebbe dovuto arrivare a Puerto Cabello, nello stato di Carabobo, nel nord del Venezuela. Più tardi, il governatore di Porto Rico ha riferito che ha incaricato la nave presunta di lasciare l’area. Di nuovo, l’entrata illegale è fallita.

IL Venezuela rompe le relazioni diplomatiche con la Colombia

Durante una mobilitazione per la pace e la sovranità che si è tenuta nella città di Caracas, il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha reso nota la decisione di porre fine alle relazioni politiche e diplomatiche con la Colombia.

“Ho deciso di rompere tutte le relazioni politiche e diplomatiche con il governo colombiano, concedo ai vostri rappresentanti diplomatici 24 ore per lasciare il paese!”, ha informato il capo dello Stato.

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha spiegato che questa decisione è una risposta forte da parte del governo nazionale, alla palese interferenza del presidente colombiano, Ivan Duque, negli affari interni del Venezuela e il suo sostegno ai settori golpisti nella zona di confine tra Colombia e Venezuela.

«La Colombia ha prestato il suo territorio per aggredire e intervenire in Venezuela. Iván Duque ha una faccia da angelo, ma in realtà è un provocatore, il diavolo in persona. Questo è il motivo per cui ho deciso di interrompere le relazioni politiche e diplomatiche con la Colombia e il suo personale diplomatico deve lasciare il paese, adesso basta. Non è il popolo della Colombia, è colpa dell’oligarchia che lo governa».

Inoltre, Nicolas Maduro ha deplorato che Ivan Duque presti attenzione alla politica interna del Venezuela, invece di aiutare oltre il 70% dei cittadini che vivono in condizioni di estrema povertà a Cucuta. “Mai prima d’ora un presidente era caduto in basso come Ivan Duque». 

fonte https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_venezuela_rompe_le_relazioni_politiche_e_diplomatiche_con_la_colombia/82_27298/

Live Aid

Il circo mediatico che si sta allestendo alla frontiera con la Colombia sembrerebbe piuttosto destinato a fornire un viatico a un disastroso intervento militare, secondo il modello già sperimentato in Iraq e Libia.

Organizzato dal magnate britannico Richard Branson, il mega-concerto sul confine colombiano-venezuelano coincide con l’ultimatum fissato dall’opposizione per l’ingresso in Venezuela di una spedizione di “aiuti umanitari” dagli Stati Uniti.

Con la presunta premessa di raccogliere fondi per la consegna di “aiuti umanitari” al Venezuela e accompagnato da una grande promozione commerciale e mediatica, venerdì 22 febbraio si terrà nella città al confine di Cúcuta, in Colombia, il concerto Live Aid Venezuela organizzato dal magnate britannico Richard Branson.

La realizzazione dell’evento, che vedrà la presenza di oltre 15 cantanti internazionali, coincide con l’ultimatum del deputato venezuelano di opposizione Juan Guaidó, che ha fissato per sabato 23 febbraio l’ingresso nel paese di una spedizione di “aiuti umanitari” dagli Stati Uniti (USA).

Le scatole di forniture inviate attraverso l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID secondo il suo acronimo in inglese) e il Dipartimento di Stato, rimangono immagazzinate in un magazzino nelle vicinanze del Puente Internacional de Tienditas, scenario del megaconcerto.

Il miliardario britannicoRichard Branson, padrone della Virgin Group, ha organizzato l’ennesimo concerto Live – Aid questa volta al confine tra Venezuela e Colombia per aiutare le popolazioni. E a questo proposito è interessante vedere che cosa ne pensa Roger Waters, la mente dei Pink Floid che in un video demolisce le buone intenzioni di questo padroncino delle ferriere ( qui). Del resto si sa bene bene come queste iniziative così caritatevoli servano ad incanalare soldi nei conti bancari degli organizzatori mentre solo gli spiccioli servono per fronteggiare i disastri umanitari per i quali si chiede l’obolo come è accaduto per i progetti di distribuzione dell’acqua in Africa. Tutto questo fa parte di un vasto sistema che attraverso il pretesto umanitario è funzionale  soprattutto a incamerare soldi e/o a creare cavalli di Troia per la geopolitica, Basta vedere cosa è successo ad Haiti, dove dopo il terremoto la Croce rossa Usa raccolse offerte per 500 milioni di dollari che sono serviti alla ricostruzione di ben 6 case per i senzatetto, anche se una parte consistente di questi denari sono stati dirottati per attenuare l’impatto mediatico sia dell’epidemia di colera scoppiata proprio per la noncuranza e la disorganizzazione negli aiuti, sia degli stupri di bambini ad opera dei soccorritori. Del resto tutte le donazioni provenienti dagli altri Paesi e raccolte da tutte le ong umanitarie sono state abbondantemente saccheggiate, comprese quelle italiane, come le cronache raccontarono a suo tempo.

Il governo spagnolo, grande sostenitore di Guaidò, ha sequestrato sul suo territorio 590 chili di medicinali per malattie croniche in provenienza dall’Iran destinati al Venezuela. Le umanitarie potenze occidentali con una mano soffocano e affamano il popolo venezolano, con l’altra elargiscono generosamente qualche briciola di aiuti umanitari per ottenere la copertura a un intervento militare condotto con grande dispiego di mezzi bellici e con il prevedibile risultato di un numero indeterminato di vittime.

Ieri nel porto di La Guaira, in pratica un ‘estensione di Caracas, è arrivata una nave che ha scaricato quasi 1000 tonnellate di medicinali e materiale sanitario offerto dalla Cina, da Cuba, dall’organizzazione panamericana per la salute (Paho), suscitando grottesche critiche riguardo all’ “interferenza” costituita da questa azione. Apparentemente può sembrare che vi sia una totale incongruenza tra queste azioni umanitarie e la tesi dell’ingerenza, visto che la mancanza di medicine è uno dei pretesti usati per demonizzare il regime di Maduro e impadronirsi del Venezuela: ci si dovrebbe teoricamente rallegrare per questo sostegno che allevia le sofferenze del popolo che stanno così a cuore a Washington. Ma visto che questa carenza, assieme a quella del cibo è precisamente dovuto agli embarghi e ai sabotaggi coordinati essa è perfettamente coerente con la occidentalis vergogna.

Concerto per la pace?

Sul sito ufficiale di Live Aid Venezuela, gli organizzatori dicono di aspettarsi più di 150.000 partecipanti. Tra gli obiettivi principali del mega-evento c’è la necessità di “riaprire i confini venezuelani per consegnare aiuti umanitari”.

Amauri Chamorro, esperto di comunicazione e consulenza politica, avverte che il concerto potrebbe essere utilizzato come “facciata per nascondere un intervento straniero”.

“L’evento vuole utilizzare la cultura come meccanismo per umanizzare lo sviluppo di un’operazione militare contro un paese sovrano”, ha avvertito attraverso dichiarazioni rilasciate all’agenzia AVN.

Molti degli artisti invitati, tra cui Juanes, Juan Luis Guerra, Alejandro Sanz, Miguel Bosé, Carlos Vives e Ricardo Montaner hanno partecipato nel 2008 al concerto Paz Sin Fronteras, dopo che la Fuerza Aérea de Colombia aveva intrapreso l’Operazione Phoenix con un’incursione militare nel territorio ecuadoriano e scatenato un conflitto diplomatico.

“Quando le forze armate colombiane hanno bombardato l’Ecuador nel 2008, hanno organizzato un falso concerto per la pace a Cúcuta. Ora, dopo 11 anni, gli stessi artisti si esibiranno nello stesso luogo in un evento che cerca di usare la cultura per “umanizzare” un’altra operazione militare colombiana contro un paese fratello”, ha ricordato Chamorro tramite il suo account Twitter.

Collegamenti tra Venezuela Live Aid e la Fuerza Aérea de Colombia

Secondo le informazioni comparse nel portale di inchiesta La Tabla, le piattaforme di donazione di venezuelaaidlive.com e ayudaylibertad.com sono una creazione della società colombiana LinkTic, che a sua volta è un appaltatore della Fuerza Aérea de Colombia.

“La relazione di LinkTic con l’aviazione può essere verificata con l’esistenza di dozzine di link al dominio LinkTic con contenuti della Escuela de Inteligente Aérea, così come una sezione sul sito web esina.mil.com chiamata test di collegamento LinkTic”, ha rivelato l’articolo di La Tabla.

Roger Waters: “Non ha niente a che fare con gli aiuti umanitari”

Il leggendario musicista britannico fondatore dei Pink Floyd, ha respinto la realizzazione del concerto al confine colombiano-venezuelano. “Questo ha a che fare con Richard Branson e non ne sono sorpreso, visto che si è unito agli Stati Uniti” nel suo desiderio “di appropriarsi del Venezuela, per qualsiasi motivo”, che “non ha nulla a che vedere con la democrazia, con la libertà e nulla a che fare con l’aiuto umanitario”, ha denunciato Waters in un video diffuso attraverso i social network.

“Ho amici a Caracas in questo momento e non c’è nessuna guerra civile, non c’è violenza, non c’è apparente dittatura, non ci sono arresti di massa di oppositori, non c’è eliminazione della stampa, niente di tutto questo accade anche se questa è la narrativa che ci viene venduta”, ha dichiarato.

La chiusura della frontiera col Brasile e Colombia

Con l’obiettivo di proteggere la popolazione Nicolás Maduro ordinava la chiusura del confine tra Venezuela e Brasile, oltre ad informare di valutare lo stesso per il confine con la Colombia. “A partire dalle 20:00 di oggi, 21 febbraio, il confine terrestre col Brasile è totalmente e assolutamente chiuso, fino a nuovo avviso”, annunciava Maduro. Perché il Venezuela agisce così? Perché conosce la storia. Più di 150 anni fa, l’imperialismo attivò i suoi sepoy nella regione per distruggere lo sviluppo autonomo di una nazione-popolo che non voleva sottomettersi alla sua volontà, il Paraguay. La cosiddetta Guerra della Triplice Alleanza, che fu quadruplice, perché finanziata e organizzata dall’Inghilterra, fu per l’imposizione della volontà imperialista in America Latina e provocò il genocidio della nazione paraguaiana, la cui popolazione maschile fu decimata fino al 90%. A quei tempi, il Maresciallo Solano López voleva trasformare il Paraguay in una potenza industriale senza la protezione dei Paesi che erano già potenze industriali. Il Paraguay ebbe con Solano López tutto ciò che una società industrializzata poteva essere considerata tale nel 19° secolo: industria tessile, cantieri navali, fabbrica di armamenti, ferrovie, telegrafi e siderurgia.
Come diciamo sempre, il Paraguay fu uno degli unici due casi di Paese che passò da sottosviluppato a sviluppato dopo la rivoluzione industriale in occidente. Insieme alla Corea del Sud, che raggiunse il suo sviluppo grazie al fatto che gli Stati Uniti l’inondò del denaro necessario, il Paraguay riuscì a diventare quello che ora chiamiamo “primo mondo”, finché Londra decise che questo doveva finire. La diplomazia inglese intessé un paziente complotto per istigare la guerra fratricida con Bartolomé Mitre, i liberali golpisti di Venancio Flores e il monarca del Brasile Pedro II. Così, l’Inghilterra riuscì a eliminare il “cattivo esempio” paraguaiano senza sporcarsi le mani, esternalizzando l’omicidio ai suoi sepoy che, con armi fornite sempre dagli inglesi, furono incaricati di uccidere e distruggere la fraterna nazione del Paraguay.
Ciò che accade in Venezuela oggi è esattamente lo stesso che accadde al Paraguay nel 19° secolo e l’unica cosa che cambia sono alcuni attori. L’imperialismo inglese è decaduto ed è stato sostituito da quello degli Stati Uniti, che in realtà appartiene alle corporazioni; i liberali golpisti non dominano più in Uruguay e con quel Paese non potranno contare sulla realizzazione di tale nuovo fratricidio. Ora hanno il controllo di Argentina e Brasile, a cui si uniscono Cile, Colombia, Perù e forse l’Ecuador per creare tale alleanza di sud-americani coll’obiettivo di uccidere altri sud-americani in modo che una terza parte straniera possa trarne profitto. Questa è, senza dubbio, la riedizione della quadruplice alleanza di ladri, genocidi, vigliacchi e pirati che nel XIX secolo scrissero la pagina più vergognosa della storia della nostra America. Maduro chiude i confini per prepararsi. I venezuelani conoscono la storia e sanno che gli Yankees, se possono, non vorranno sporcarsi le mani di sangue. Se riescono a tessere la trama diplomatica del caso, gli Stati Uniti esternalizzeranno l’orrore e ci saranno brasiliani, argentini, colombiani, cileni e altri a uccidere e morire in senso lato: quando un sud-americano ne uccide un altro per far trarre vantaggio una terza parte, poi l’americano che uccide muore, muore in modo spirituale, sebbene rimanga vivo nella carne. Quello che vogliono è un nuovo fratricidio in America Latina e non c’è altro modo che fare appello alla coscienza dei popoli, allertare sulla situazione e denunciarla. Nessun brasiliano, argentino, colombiano o cileno ha nulla a che fare in Venezuela se non abbracciare i suoi fratelli.

La sovranità nazionale della nazione-popolo venezuelana è oggi più che mai la nostra sovranità nazionale. Affinché il Venezuela cada, ci useranno come carne da cannone; e una volta che cadrà, ci lasceranno cadere come nel diciannovesimo secolo. Quando il Paraguay fu distrutto, Brasile, Argentina e Uruguay furono rapidamente sottomessi e ridotti allo status di semi-colonie dell’Inghilterra.

fonti varie dalla rete

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