Vuoto del cuore

Vuoto del cuore è lasciare venire le cose senza attaccarvisi, è distacco dai frutti dell’azione, è agire senza desiderio. Nella ricerca della Via il distacco si estende all’atto stesso. Nel tiro con l’arco su base iniziatica il bersaglio viene colpito senza che si miri ad esso: allo stesso modo nel cercare di seguire il Tao non è la volontà e neppure la riflessione o il razzocinio a permettere di avvicinarvisi, bensì la neutralizzazione di tutte le funzioni mentali, fonte di limitazioni ed errori. Il vuoto del cuore porterà alla pienezza assoluta, al compimento del proprio essere.

Uno specchio riflette tutte le immagini proprio perchè nessuna si fissa sulla sua superficie. Allo stesso modo il vuoto del cuore è la condizione per aumentare la nostra percezione cosciente, libera da vizi e pregiudizi. Quando il cuore è in preda all’apprensione e all’ansia, a pensieri ossessivi e preoccupazioni, esso ne viene attaccato. Paura e timore, tristezza e afflizione, allegria e gioia, oppressione e pena, collera, se persistono a lungo recano attacco al cuore. Ed è la malattia. Il cuore si riempe a sua insaputa. Non appena ci accorgiamo di questa pienezza, sempre nociva, vuotiamo il nostro cuore.

Il cuore è il luogo di origine di ogni reazione e di ogni conoscenza. Da qui l’importanza di un’ arte del cuore che viene esercitata nella calma e nella serenità. Se regna l’agitazione tutto si offusca. Nel primo stadio della sua esistenza il cuore della persona è nella calma più assoluta, esente da ogni desiderio. Presto gli oggetti esterni agiscono su di lui e vi producono diversi movimenti; sono i desideri che si aggiungono alla sua natura primaria. In presenza di questi oggetti esterni, la persona, ha la facoltà e il desiderio di conoscerli; questo lo porta a provare sentimenti di attrazione per alcuni e di repulsione per altri. Se la persona non domina questi sentimenti, si lascia trascinare verso le cose esterne, diventa incapace di rientrare in se stesso e di regolare i movimenti del suo cuore.

L’arte del vuoto del cuore consiste nel fare del cuore un centro che possa ricevere tutti gli impulsi del mondo esterno, restando aderente alla natura propria. In un cuore calmo e vuoto nulla si attacca sconsideratamente, nulla ne occupa il posto indebitamente, facendone la propria sede, bloccandolo, ingombrandolo, ma tutto si presenta ed è ricevuto per essere pesato ed apprezzato. La calma e la quiete non sono la negazione dei movimenti e delle reazioni che fanno la vita, sono la loro giusta analisi, la temperanza che allontana dalla perdita di controllo e dagli eccessi; è il perpetuo ristabilirsi di un equilibrio.

Senso della Vita

Quegli che abbia penetrato il senso della vita, non si affanna più per ciò che alla vita non dà nessun contributo. Quegli che abbia penetrato la natura del destino, non cerca più di indagare quest’entità insondabile.

Per mantenere il corpo in buone condizioni occorre servirsi dei mezzi adatti; senza eccedere, tuttavia, perché qualsiasi eccesso è inutile. Bisogna, per di più, far di tutto per sostenere lo spirito vitale, senza il quale anche il corpo è finito.

L’essere vivente non ha potuto opporsi alla sua vivificazione (al momento della nascita); neppure potrà opporsi a che un giorno (al momento della morte) la vita si ritiri da lui.

La gente comune pensa che, per conservare la vita, sia sufficiente coltivare il proprio corpo. Si sbaglia. Occorre di piu, e, sopratutto, evitare l’usura dello spirito vitale, ciò che è quasi impossibile in mezzo alla confusione del mondo.

Bisogna perciò, per conservare e far durare la vita, abbandonare il mondo e le sue preoccupazioni. E’ nella tranquillità di un’esistenza ben regolata, nella tranquilla comunione con la natura, che si ottiene un rinnovo della vitalità, una recrudescenza di vita. E questo è il frutto dell’intelligenza del senso della vita.