Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty)

Le dichiarazioni del Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, in merito al ritiro degli Stati Uniti dal trattato sui missili nucleari a medio raggio (Inf), fanno ripiombare il mondo in uno scenario da guerra fredda. 

I toni così marcatamente accusatori, infatti, la dicono lunga sul bisogno degli Stati Uniti di tornare alla ribalta sugli scenari internazionali. Accusare la Russia di aver violato ripetutamente il trattato in questione, dopo la cannibalizzazione dell’ex patto di Varsavia ad opera della Nato, la vicenda ucraina e il tentativo di rovesciamento dell’alleato mediorientale di Mosca, rimane un eufemismo ipocrita della politica estera americana. Con un, sempre più certo, disimpegno dallo scenario mediorientale (Siria, Iraq e Afghanistan) Washington cerca di crearsi altre zone e motivi di attrito con il Cremlino per cercare di ristabilire, almeno, una parvenza di supremazia internazionale.

La nuova arma russa, il missile 9M729 Novator, l’arma invincibile capace di superare tutte le attuali difese anti-balistiche americane, insieme agli alti standard raggiunti dalla Cina in campo aerospaziale avranno sicuramente accelerato la scelta della Casa Bianca. Quest’ultima non può non considerare le dichiarazioni della sua stessa intelligence riguardo la vicinanza tra Russia e Cina che “non sono mai state così allineate dalla metà degli anni ’50”.

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La Germania rinuncia agli F-35.

La Germania ha cancellato l’acquisto della sua quota di F-35 – il costosissimo e difettoso catorcio “invisibile” – cancellando per l’americana Lockheed e per gli interessi Usa una gara d’appalto da miliardi.

soltanto  l’F-35 è compatibile con il deterrente nucleare  tattico degli Stati Uniti”, e gli aerei tedeschi “devono essere in grado di trasportare e lanciare le  armi nucleari statunitensi in accordo con gli obblighi della Germania  verso la NATO”

Probabilmente è proprio ciò che Berlino non vuole: essere “sotto lo scudo nucleare” che gli americani stanno approntando per il territorio tedesco ed europeo , adesso che gli Usa hanno ripudiato i trattati INF e quindi ci voglio riempire di missIli e mezzi atomici, obbligando noi “alleati” della NATO a caricare le nuove bombe atomiche sui nostri bombardieri.

Gli Usa stanno infatti cominciando a produrre bombe atomiche “a basso potenziale”, una modifica della W76-2, la testata dei missili Triedent, ridotta del 95% della sua potenza, da 100 chilotoni a 5, ossia un terzo della Bomba di Hiroshima. Ciò naturalmente serve, nell’idea degli Stranamore di Washington, per banalizzare l’arma nucleare e sfumare la distinzione fra “atomico” e “convenzionale”: Nella neolingua di Washington, che Trump ha pienamente adottato, “gli Stati Uniti avranno una dissuasione più flessibile … la W76-2 servirà a contrastare l’idea del nemico (i russi) ) secondo cui gli Stati Uniti esiterebbero a utilizzare il loro enorme arsenale nucleare in quanto le bombe nucleari statunitensi esistenti sono potenti centinaia di kilotoni, e quindi “troppo grande da usare” senza vaste vittime civili”.

Il ripudio del trattato INF consentirà agli Usa di riportare in Europa tutte le testate atomiche più i missili a medio raggio (da 500 e 5 mila chilometri) che prima era vietato dispiegare nel vecchio continente. E’ evidente che il governo tedesco, pur tenendo i piedi in quante più scarpe può, cerca in ogni modo di evitare di tonare ad essere il possibile teatro della terza guerra mondiale, come ai tempi della guerra fredda.

fonte e articolo completo https://www.maurizioblondet.it/berlino-non-comprera-f-35-verso-la-neutralita/

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