Prevenire e far recedere le malattie

Chi sa condurre la propria vita secondo le tredici entita dinamiche si impossessa delle sue disposizioni naturali; conosce la propria natura, il proprio organismo, la propria psiche.

Percepisce gli equilibri e i momenti di forza intorno a se e vi si adatta spontaneamente; sa preservare e coltivare il «meccanismo sottile» che e la vita in lui.

Percorrere questa strada e gia prevenire o far recedere la maggior parte delle malattie.

Il non adeguamento all’esteriore e, piu gravemente, la mancanza di armonia tra gli elementi che compongono un essere, scatenano turbe e malattie, abbassano la difesa davanti alla malattia.

La stabilita e la fermezza della linea della vita, non sono altro che un continuo adattamento. Ci si adatta alle circostanze mutevoli, perche vitali.

Coloro che sanno condurre la propria vita, termineranno la propria esistenza senza soffrire.

Vuoto del cuore

Vuoto del cuore è lasciare venire le cose senza attaccarvisi, è distacco dai frutti dell’azione, è agire senza desiderio. Nella ricerca della Via il distacco si estende all’atto stesso. Nel tiro con l’arco su base iniziatica il bersaglio viene colpito senza che si miri ad esso: allo stesso modo nel cercare di seguire il Tao non è la volontà e neppure la riflessione o il razzocinio a permettere di avvicinarvisi, bensì la neutralizzazione di tutte le funzioni mentali, fonte di limitazioni ed errori. Il vuoto del cuore porterà alla pienezza assoluta, al compimento del proprio essere.

Uno specchio riflette tutte le immagini proprio perchè nessuna si fissa sulla sua superficie. Allo stesso modo il vuoto del cuore è la condizione per aumentare la nostra percezione cosciente, libera da vizi e pregiudizi. Quando il cuore è in preda all’apprensione e all’ansia, a pensieri ossessivi e preoccupazioni, esso ne viene attaccato. Paura e timore, tristezza e afflizione, allegria e gioia, oppressione e pena, collera, se persistono a lungo recano attacco al cuore. Ed è la malattia. Il cuore si riempe a sua insaputa. Non appena ci accorgiamo di questa pienezza, sempre nociva, vuotiamo il nostro cuore.

Il cuore è il luogo di origine di ogni reazione e di ogni conoscenza. Da qui l’importanza di un’ arte del cuore che viene esercitata nella calma e nella serenità. Se regna l’agitazione tutto si offusca. Nel primo stadio della sua esistenza il cuore della persona è nella calma più assoluta, esente da ogni desiderio. Presto gli oggetti esterni agiscono su di lui e vi producono diversi movimenti; sono i desideri che si aggiungono alla sua natura primaria. In presenza di questi oggetti esterni, la persona, ha la facoltà e il desiderio di conoscerli; questo lo porta a provare sentimenti di attrazione per alcuni e di repulsione per altri. Se la persona non domina questi sentimenti, si lascia trascinare verso le cose esterne, diventa incapace di rientrare in se stesso e di regolare i movimenti del suo cuore.

L’arte del vuoto del cuore consiste nel fare del cuore un centro che possa ricevere tutti gli impulsi del mondo esterno, restando aderente alla natura propria. In un cuore calmo e vuoto nulla si attacca sconsideratamente, nulla ne occupa il posto indebitamente, facendone la propria sede, bloccandolo, ingombrandolo, ma tutto si presenta ed è ricevuto per essere pesato ed apprezzato. La calma e la quiete non sono la negazione dei movimenti e delle reazioni che fanno la vita, sono la loro giusta analisi, la temperanza che allontana dalla perdita di controllo e dagli eccessi; è il perpetuo ristabilirsi di un equilibrio.

Senso della Vita

Quegli che abbia penetrato il senso della vita, non si affanna più per ciò che alla vita non dà nessun contributo. Quegli che abbia penetrato la natura del destino, non cerca più di indagare quest’entità insondabile.

Per mantenere il corpo in buone condizioni occorre servirsi dei mezzi adatti; senza eccedere, tuttavia, perché qualsiasi eccesso è inutile. Bisogna, per di più, far di tutto per sostenere lo spirito vitale, senza il quale anche il corpo è finito.

L’essere vivente non ha potuto opporsi alla sua vivificazione (al momento della nascita); neppure potrà opporsi a che un giorno (al momento della morte) la vita si ritiri da lui.

La gente comune pensa che, per conservare la vita, sia sufficiente coltivare il proprio corpo. Si sbaglia. Occorre di piu, e, sopratutto, evitare l’usura dello spirito vitale, ciò che è quasi impossibile in mezzo alla confusione del mondo.

Bisogna perciò, per conservare e far durare la vita, abbandonare il mondo e le sue preoccupazioni. E’ nella tranquillità di un’esistenza ben regolata, nella tranquilla comunione con la natura, che si ottiene un rinnovo della vitalità, una recrudescenza di vita. E questo è il frutto dell’intelligenza del senso della vita.

Influenza: la sagra annuale della psicosi collettiva

SETTEMBRE

Si inizia a parlare regolarmente di influenza e vaccini anti-influenzali circa a settembre.

25 settembre
Influenza 2017: Previsti dai 4-5 milioni di casi. Ma se l’inverno sarà mite saranno i «parainfluenzali» a circolare di più. Ecco come difendersi
Fonte: Corriere

22 settembre
L’influenza in arrivo ‘mediamente cattiva’
Simile a quella degli anni scorsi, vaccini in ottobre Fonte: ANSA
Qualche punta di eccesso che tiene sull’attenti:

26 settembre
Influenza già violenta, 262 virus e 80mila italiani a letto con la febbre Fonte: IntelligoNews

OTTOBRE

Fin da settembre si vive in un clima di tormentata attesa per l’arrivo della sciagura.  A Ottobre la sciagura è “alle porte”:

11 ottobre Vaccinazioni, l’influenza stagionale è alle porte: parte la campagna
Fonte: Corriere

2 ottobre
Boom di influenza, pronte 120 mila dosi [nella sola Venezia] Centinaia di persone già a letto a causa di forme virali minori. E dal 16 ottobre scatta il piano con i medici sentinella Fonte: Nuova Venezia e Mestre

NOVEMBRE

A novembre si inizia a calcare la mano:

6 novembre Influenza, in Puglia vaccinazioni al via: “Previsioni preoccupanti, disponibile un milione di dosi” Fonte: Repubblica

6 novembre In arrivo in Italia la peggiore influenza degli ultimi 10 anni Fonte: Il Tempo
Corsa alle vaccinazioni con allarme scarsità:

28 novembre Padova, vaccino contro l’influenza domande boom e dosi finite
Fonte: Il Mattino
Oltre a qualche notizia di allevamenti contagiati dalla “aviaria”, si inizia a parlare di picco:

22 novembre Influenza, il picco sarà tra un mese
Fonte: La Stampa

DICEMBRE

A dicembre la questione diventa incombente: chi si è vaccinato è pronto alla guerra, a chi non si è vaccinato si insinua quel sospetto latente di avere perso il treno:

1 dicembre Influenza: quasi 500mila italiani a letto, ma il picco arriverà a Capodanno Il picco è previsto durante le feste natalizie. Dal Congresso Nazionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie l’invito a vaccinarsi
Fonte: Repubblica

28 dicembre Boom di influenza nelle feste: 1,4 milioni di italiani colpiti
Fonte: La Stampa

In tutta Italia si verificano “assalti” agli ospedali, in una psicosi ipocondriaca collettiva. Inoltre, nonostante tutto, il picco viene spostato un po’ più in là:

28 dicembre Roma, allarme influenza: pronto soccorso presi d’assalto. Ma il picco deve ancora arrivare
Fonte: Il Messaggero
28 dicembre Influenza: raddoppio dei casi. Per la Befana in arrivo il picco
Fonte: La Nazione
In mezzo alla conta degli allettati, si mescolano singoli decessi di ogni età, accompagnati da tutto il clamore che si trascina da mesi (anzi anni) per la squallida propaganda vaccinale. Squallida quanto pervasiva, così tanto che, mediamente, la prima (e forse l’unica) considerazione che sorge da una notizia del genere è: ma la vittima era vaccinata o no?
18 dicembre Porto San Giorgio, muore un bimbo di 2 anni per influenza
Fonte: Il Resto Del Carlino

GENNAIO

La psicosi cresce:

4 gennaio Influenza, Simeu: +20% di bimbi in pronto soccorso dalla fine del 2017
“Negli ultimi 10 giorni del 2017 gli accessi ai pronto soccorso per casi di influenza sono stati stabili rispetto allo stesso periodo del precedente anno, ma ciò che emerge dalle grandi città come Roma, Napoli e Milano è un incremento del numero degli accessi in età pediatrica, intorno al 20%, per sindromi influenzali o simil-influenzali“ Fonte: MeteoWeb
8 gennaio Influenza, il virus riempie i Pronto soccorso: al Policlinico di Milano +50% di ricoverati Assalto ai pediatrici: accessi raddoppiati alla De Marchi, +30 al Buzzi
Fonte: Il Giorno
Il picco si sposta un po’ più in là:

6 gennaio
Influenza, il picco a metà gennaio: “Ancora in tempo per fare il vaccino”
Fonte: Today

Aggiornamento del 18 gennaio
Sarà un caso: quest’anno, caratterizzato da una smisurata minaccia percepita verso patogeni di ogni genere (provocata dalla dissennata propaganda del “se non ti vaccini contro qualsiasi cosa rischi la pelle”), ci è capitata la “peggiore” influenza: Influenza, tre milioni di italiani a letto: è la peggiore degli ultimi 15 anni, colpa del virus Yamagata
Fonte: Libero

Influenza, il virus dribbla i vaccini: mai tanti contagi da un decennio
Fonte: Today



Lapalissiano: fomentare il panico non è gratis, provoca conseguenze e “ci dispiace, il vaccino non funziona”.

FEBBRAIO

Possiamo fare delle congetture sul mese prossimo, recuperando le notizie dello scorso anno:

febbraio 2017 Influenza 2017: picco passato ma ancora allerta per i virus parenti, come prevenirla
In sintesi, il pericolo influenza non è assolutamente finito. Anzi ne avremo fino a marzo, considerando tutte le forme simili che colpiscono proprio quando ci sono sbalzi di temperatura.
Fonte: InvestireOggi



Insomma, l’inverno è freddo ma il clima mediatico intorno all’influenza è molto caldo.  Se ne sente parlare moltissimo e sempre di più, in una chiara, netta e persino prevedibile escalation da settembre a marzo. Un copione che alimenta una crescente tensione sociale per più di 6 mesi all’anno, tutti gli anni. – Dal “come sarà questo inverno” di agosto/settembre, le raccomandazioni per evitare il contagio e i pericoli;
– al lancio della campagna vaccinale in ottobre con i rischi del rimanere “scoperti”, le forti epidemie in anticipo;
– dal boom “inatteso” di novembre e la paura di restare senza la propria dose di vaccino (il che significa anche che forse sarei tra i pochi “emarginati” a non averlo fatto), il “picco” incombente e minaccioso;
– all’epidemia conclamata di dicembre, le segnalazioni dei singoli decessi, l’invasione dei pronto soccorso, un picco che scivola via e resta a minacciare gennaio;
– da un altro mese (gennaio) di allerta massima e il vaccino “tardivo”;
– ai virus “parenti” che persistono fino almeno a marzo. Con l’aggiunta, quest’anno in particolare, di una odiosa polemica vaccinale che inquina ancora di più le percezioni generando, come una slavina che corre verso valle, crisi ipocondriache in tutta la popolazione che ingolfa gli ospedali e mette in crisi il sistema sanitario.

Per la metà di ogni anno della nostra vita noi alleniamo e rinforziamo le percezioni che si generano dal timore di doversi proteggere da qualcosa di cui non sappiamo praticamente nulla. Più vediamo che chi ci è vicino fa lo stesso, più noi lo imitiamo e lo ripetiamo, come gli stormi di uccelli che si muovono sincronizzati. È questo l’autentico “effetto gregge”.  

LA VITA COME UN CAMPO MINATO

La vita diventa un campo minato e sempre più piccolo: “Per prevenire l’influenza e i virus parenti si possono seguire alcuni accorgimenti utili come evitare bruschi cambiamenti di temperatura, coprirsi bene quando si esce di casa, facendo attenzione agli ambienti molto affollati (mezzi pubblici, scuole, locali etc).
E’ buona norma lavarsi sempre le mani, almeno 3 o 4 volte al giorno, seguire un’alimentazione a base di vitamina B e C e rinforzare le difese immunitarie il più possibile.” 
Fonte: InvestireOggi
Tradotto: sei in pericolo ogni volta che – esci di casa;  – ogni volta che incontri qualcuno, e se è una folla allarme rosso;  – ogni volta che non puoi pulirti le mani dopo che hai toccato qualcosa;  – ogni volta che non ti sei portato dietro l’arancio.  “Non avvicinarti che te la attacca!”, “è brutta l’influenza stai attento!”, “hai toccato la maniglia lavati le mani!” (e se ti sei già toccato le labbra è finita…), “oggi non hai mangiato abbastanza frutta!”, intere famiglie “appestate” in isolamento, individui per la città che vestono mascherine sul volto che ci pare di essere in un ambiente radioattivo… Per 4-6 mesi ogni anno, ovunque ti muovi sei in pericolo e ti viene ricordato tutti i giorni, senza tregua.  Vivere diventa paura e diffidenza, a maggior ragione quando sei “categoria a rischio” di esiti fatali.

fonte https://magazine.5lb.eu/2018/01/influenza-causa-nocebo-notizie-5252.html

Dresda

Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio del 1945, iniziava uno dei bombardamenti più atroci della storia: il bombardamento di Dresda, la città del Barocco. Per sette giorni e otto notti la città bruciò. I cittadini tedeschi venivano carbonizzati, uccisi o avvelenati. Morirono oltre 135 000 persone

Nel febbraio 1942 ArthurTravers Harris venne nominato comandante in capo del Bomber Command della Royal Air Force e in poco tempo passò alla storia come «Butcher Harris» (Harris il Macellaio) per avere raso al suolo quarantacinque delle principali città tedesche. Durante il suo mandato, infatti, gli angloamericani diedero il via ai bombardamenti a tappeto sulle più grandi città della Germania senza alcuna distinzione tra obiettivi militari e popolazione civile, perché lo scopo delle missioni era abbattere il morale tedesco e decimare la forza lavoro dell’industria bellica.

OBIETTIVO: UCCIDERE CIVILI. Come scritto da diversi storici, l’obiettivo principale degli attacchi era comunque quello di uccidere civili, spaventare la popolazione e creare il maggior numero di sfollati possibile.
Prima di ogni attacco venivano studiati i metodi e le tattiche migliori: era preferibile attaccare dopo giorni di tempo caldo e secco, in modo che le costruzioni di legno fossero più infiammabili.
ORDIGNI DIFFERENTI. Bisognava sganciare prima bombe ad alto potenziale esplosivo che sfondassero i tetti delle case e rompessero le finestre e solo dopo passare a quelle incendiare, in modo che le case sventrate bruciassero più facilmente.
Infine si passava alle bombe a frammentazione a scoppio ritardato che uccidevano pompieri e soccorritori, in modo da consentire agli incendi di espandersi.

L’attacco fu condotto congiuntamente dalla Royal Air Force britannica e dalla United States Army Air Force ed avvenne fra il 13 e il 15 febbraio 1945. Il 13 febbraio 1945 più di 800 aerei inglesi volarono su Dresda, scaricando circa 1.500 tonnellate di bombe esplosive e 1.200 tonnellate di bombe incendiarie. Il giorno dopo la città fu attaccata dai B-17 americani che in quattro raid la colpirono con altre 1.250 tonnellate di bombe. Nella mattinata del 15 febbraio ci fu l’ultima incursione di 200 bombardieri statunitensi sulla città ancora in fiamme.

La popolazione di Dresda nel 1939 contava circa 642 mila persone.

Vaccinegate

Con questa lettera aperta ci rivolgiamo oggi a tutti i parlamentari italiani che abbiano interesse a dare ascolto ai cittadini.

Il senso di queste parole è condiviso da molte associazioni e comitati di tutto il territorio italiano, in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini, che sono stanchi di rimanere inascoltati e di vedere la politica avanzare cieca e sorda a qualsiasi richiesta arrivi dal basso, da quell’elettorato In rappresentanza del quale siete stati votati.

Siamo qui in attesa di un segnale di democrazia da parte vostra, di coerenza verso le promesse fatte in campagna elettorale, di rispetto verso i cittadini che hanno riposto in voi le proprie speranze “per il cambiamento”.

Siamo tutti genitori, coinvolti da un tema spinoso e controverso, e pretendiamo ascolto e risposte.

Nel caso potesse esservi sfuggito, fuori da qui si sta combattendo una battaglia che ha dell’inverosimile, per contenuti e toni: difendere il diritto più ovvio e fondamentale, quello all’autodeterminazione e all’inviolabilità del corpo, quello a tutela dell’articolo 32 della Costituzione italiana; sta diventando ormai (fatto ancor più grave) questione di dover difendere persino il diritto alla libertà di pensiero ed opinione.

Lo scontro tra due fazioni abilmente create ad hoc (pro-vax / no-vax), è stato fomentato in primis proprio dalla politica, poi dai media, poi da una certa parte – ben delineata ed istruita – della “comunità scientifica”, fino ad ottenere quel clima propedeutico all’imposizione ed alla coercitività, che ha permesso al “decreto Lorenzin” di vedere la luce.

Di emergenze sanitarie il nostro Paese ne vive sin troppe, ma nessuna di queste ci sembra avere a che fare con le vaccinazioni obbligatorie: aumento esponenziale dei tumori pediatrici, inquinamento di ogni genere, antibiotico-resistenza, scandali di malasanità e corruzione; abbiamo 7.000 morti/anno per infezioni ospedaliere, e voi permettete di continuare ad usare il morbillo come fonte di paura a causa di pericolose, quanto inesistenti, epidemie; viviamo in uno dei territori più inquinati al mondo, e concedete di parlare di vaccinazioni come di unica prevenzione primaria, senza concentrarsi sulle possibili strade che possano fermare quella strage quotidiana che NEL COLPEVOLE SILENZIO prosegue indisturbata, tra leucemie e linfomi, nella popolazione pediatrica italiana.

Noncuranti di tutto ciò, continuate a permettere che migliaia di bambini SANI vengano limitati nei loro diritti all’inclusione ed alla socialità; e vi apprestate a discutere un nuovo disegno di legge, il 770, che li vorrebbe privare anche del diritto alla scuola e quindi alla libera istruzione fino alla maggiore età.

Troviamo tutto questo semplicemente vergognoso.
Mentre ciò accade, anche per mano vostra, avete una parte di società civile che sta tentando tutte le strade democraticamente ammesse per chiedere ascolto e poter avere voce in capitolo su decisioni che avranno conseguenze dirette nelle vite dei cittadini presenti e futuri. Questa parte di società civile attende da mesi di essere audita in 12ma commissione Igiene e Sanità del Senato, proprio in relazione a quello stesso disegno di legge che lì si sta discutendo. E’ composta dalla stessa cittadinanza che ha già dato vita ad un altro testo, la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva”, depositata con 75.000 firme ed ignorata completamente; è composta da quegli stessi genitori e cittadini che hanno manifestato il loro dissenso rispetto alla legge Lorenzin in tutte le piazze d’Italia, nella censura più totale dei media; è composta da una parte di popolazione che non si rassegna e che pretende ascolto e risposte!

Vi sono stati recapitati i risultati preliminari delle analisi sui vaccini commissionate da una di queste associazioni, i quali ci si aspettava dover essere valutati da un qualche organismo indipendente e competente, ma nessuno si sta assumendo l’onere di farlo: vi sarebbe solo da pretendere chiarezza chiedendo ciò che dovrebbe essere a disposizione di tutti voi, giacché avete in mano le sorti del Paese: le analisi di controllo dei vaccini autorizzati ed in uso in Italia. Ma niente, state ignorando anche questo.

Avete delle evidenze, come quelle emerse recentemente, che indicano come, grazie alla sopraggiunta legge 119/2017, sia stato impossibile andare a contrattare il prezzo di questi farmaci nonostante fosse ampiamente prevedibile l’aumento di spesa: come risultato paghiamo il 60% in più, circa, gli stessi vaccini che erano in uso già prima del 2017. Il paradosso è evidente, come è evidente l’interesse privato di aziende private, a spese pubbliche. E da parte vostra, neanche una dichiarazione a riguardo.

Avete creato un clima sociale che è diventato insostenibile, tra fobie insensate e persecuzioni folli, bambini cacciati come untori e medici puniti per le loro opinioni, persone additate come “pericoli pubblici” su basi illogiche e scientificamente infondate (alla faccia dell’inclusione e della lotta alle discriminazioni!). E non state facendo nulla!

A cosa vi riferivate quando parlavate di cambiamento? Qual è il compito della politica? Cosa e chi rappresentate se non i cittadini stessi? Come pensate di assolvere ai vostri compiti, se non dando ascolto e garantendo dialogo e trasparenza?
Il tema della salute, e di riflesso dell’emarginazione, esclusione e privazione di diritti, non può essere fatto passare in sordina; arrogandovi il diritto di fare orecchie da mercante alle migliaia di richieste di attenzione, procedendo senza alcun dibattito, e senza alcuna assunzione di responsabilità nel mantenere le promesse fatte per guadagnare voti.

Ci sono i bambini di mezzo, gli adulti che prenderanno i nostri (e vostri!) posti un domani.
Non siamo più disposti ad aspettare; i nostri (e vostri!) figli attendono delle risposte, sul perché essere esclusi dall’asilo, sul perché essere additati come diversi, untori, sul perché essere obbligati ad un trattamento sanitario sul quale aleggiano incongruenze, dubbi ed omertà.

Auspichiamo che queste parole possano farvi riflettere,
e ci aspettiamo che vengano accolte e soddisfatte le nostre legittime richieste, di genitori e di cittadini.

Il nostro impegno è questo e molto altro.

Grazie, in qualità di rappresentanti


(in ordine alfabetico)

  • ADER Salute e Libertà – Associazione Diritti Emilia Romagna
  • Articolo 32 Libertà e salute Faenza
  • Cittadini Liberi e Consapevoli Puglia
  • CLi.Va Toscana Comitato per la libertà di scelta vaccinale Toscana
  • CLiSVaP Comitato per la Libertà di Scelta Vaccinale Piemonte
  • Co.li.bri. Libertà Brianza
  • CORVELVA Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni
  • Colibrì Puglia
  • Genitori del No Obbligo Piemonte
  • Genitori del No Emilia Romagna
  • Genitori del No Obbligo Lazio
  • Genitori del No Obbligo
  • Lombardia – sezione Brescia
  • GNL Genitori NO obbligo Lombardia
  • Gruppi Uniti. it
  • Libera Scelta Alessandria
  • Libero x tutti – Forlì
  • Modilis Sardegna

fonte e articolo completo https://www.corvelva.it/it/speciali-corvelva/comunicati/lettera-aperta-ai-parlamentari-italiani.html

Tecniche di condizionamento

Per capire come funziona e come si trasforma la società, vi sono due principi da tener presenti – e se li si tiene presenti, appariranno ovvie e inevitabili molte ‘anomalie’ politiche e amministrative, che altrimenti imprigionano la mente nello sconcerto nel senso di ingiustizia:

1)Ogni società è gestita da una ristretta oligarchia detentrice di potere, ricchezza, competenza, che tende a prevenire la propria sostituzione e a rendere fisso il proprio dominio; e quando una classe dominante perde il potere, un’altra la sostituisce;

2)Per ogni oligarchia, la popolazione è un mezzo, non un fine – uno strumento da controllare e sfruttare, ma anche dimensionare, in base all’evoluzione delle tecniche e delle circostanze; per esercitare questo dominio, si serve di categorie professionali intermedie, fidelizzate mediante la concessione di piccole quote dei privilegi dell’oligarchia, inclusa la facoltà di violare le leggi.

Le masse, educate e incoraggiate a ciò dalla famiglia, dalla scuola e da quasi ogni altra istituzione sociale, tendono a pensare, a presupporre, che, all’inverso, la popolazione (il suo benessere, la sua tutela) sia il fine dell’ordinamento sociale, politico, giuridico – sino al punto di convincersi che il popolo sia il contraente attivo del patto sociale e il detentore della sovranità, e che la democrazia esista. Quindi si scandalizzano quando si accorgono di ingiustizie e inefficienze palesi e facilmente rimediabili a danno della collettività, che le istituzioni e la politica però lasciano continuare.

…La fissità di tale struttura generale bipolare dell’ordinamento sociale suggerisce che forse, per le masse dominate, è preferibile restare inconsapevoli, credere nell’illusione della democrazia-legittimità, o pensare che l’ineguaglianza sociale sia nell’ordine naturale delle cose oppure voluta da Dio oppure ancora conseguenza del karma.

…Anche la difesa rientra tra i pubblici servizi, nell’immaginario popolare, come difesa della popolazione da nemici esterni; solo che, di fatto, nel corso della storia, le classi dominanti hanno usato le forze armate quasi sempre al contrario, cioè in danno e a spese delle rispettive popolazioni, facendole pagare, combattere e morire per aumentare la ricchezza e il potere loro proprio. Dalle ricerche storiche e da copiosa documentazione originale, la stessa II GM risulta essere stata non una guerra ‘spontanea’ tra sistemi politici incompatibili, bensì un’operazione decisa dalla strategia del capitalismo finanziario: il capitalismo americano finanziò massicciamente il movimento nazionalsocialista, la ricostruzione e l’armamento della Germania hitleriana, la sua stessa guerra di conquista e sterminio fino al 1945. General Motors, General Electric, Standard Oil, Ford costruirono e gestirono, in alcuni casi anche direttamente, impianti industriali strategici e per produzioni belliche del III Reich. Analogamente il Giappone venne rifornito e armato dall’élite capitalistica statunitense affinché potesse iniziare e sostenere la guerra. Soprattutto, in violazione del fittizio embargo disposto da Washington, gli fu data una grande quantità di petrolio americano, senza del quale non avrebbe potuto iniziare la guerra.

A che fine armare e sostenere la Germania e il Giappone? Al fine immediato di arricchirsi – le commesse belliche dall’una e dall’altra parte moltiplicarono gli utili delle corporations – e a quello di lungo termine di indebitare in modo e misura irreversibile gli Stati (iniziando dagli USA e dal Regno Unito) verso i banchieri privati, affinché questi potessero arrivare a dettare la politica e a riformare le società, su scala mondiale, a loro vantaggio, scalzando ogni altra forma di potere, verso un villaggio unico globale fatto di cittadini indebitati e di governi pure indebitati. Le guerre, infatti, comportano un moltiplicarsi delle spese pubbliche, quindi del ricorso al credito, da parte dei governi.

…Torniamo al servizio pubblico chiamato “sanità”. Corvelva e l’Ordine Nazionale dei Biologi hanno notoriamente accertato in laboratorio, e denunciato all’opinione pubblica (https://www.corvelva.it/speciali-corvelva/analisi.html), che certi preparati industriali di Big Pharma, pagati con le nostre tasse, spacciati e imposti per legge a milioni di bambini come vaccini, non contengono le sostanze vaccinanti dichiarate bensì una macromolecola nociva, metalli nocivi e sequenze genetiche, il tutto con effetti immunodepressivi e neurotossici. L’imposizione di tali falsi vaccini è interpretabile (al di là dell’ovvia logica del profitto commerciale al quale i partiti regolarmente si vendono) come una misura preventiva, un argine che viene eretto per far fronte al gigantesco problema sociale in arrivo: quel 30% dei posti di lavoro che robotizzazione e intelligenza artificiale si prevede che elimineranno da qui al 20307. L’argine a questo problema consiste, forse, nell’assicurarsi, attraverso le pseudo-vaccinazioni tossiche di massa, che le nuove generazioni siano mentalmente e fisicamente incapaci di reazione e di lotta.   

 26.01.19 – Marco Della Luna

fonte e articolo completo http://marcodellaluna.info/sito/2019/01/27/progresso-zootecnico-e-falsi-vaccini/

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E il vincitore?

…Chi fu dunque il vincitore? Ma è ovvio! Il vero vincitore fu la psichiatria organicista accademica, che infatti è ancora oggi in testa alla classifica mondiale del potere di gestione delle coscienze umane. La psichiatria biologica ha il controllo del 90% della psicopatologia mondiale, è in stretta sorellanza di interessi con la potentissima industria farmaceutica, ha cooptato a sé la ricerca neuroscientifica e si appresta a sbarcare nel nuovo continente dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie. Il giro di affari è immenso. Solo per fare un piccolo esempio: l’Abilify, di Otsuka Holdings, è un antipsicotico, quindi uno psicofarmaco di uso piuttosto raro (indicato nel trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti dai 15 anni in su, oltre che degli episodi maniacali del disturbo bipolare): ebbene, questo farmaco fattura da solo 6 miliardi di dollari l’anno. Un tale bilancio (parliamo di uno psicofarmaco raro, non di ansiolitici e antidepressivi, che fatturano dieci volte tanto) sovrasta i profitti di qualsivoglia odierna corrente psicoterapeutica. Aggiungo: la formazione psichiatrica (in Italia e altrove) è fornita dallo Stato, quindi è istituzionale; quella psicoterapeutica è affidata a una miriade di piccole scuole in competizione e in perpetuo litigio fra loro, interamente a carico del candidato che, oltre a spendere alte cifre per molti anni, deve subire l’umiliazione di supervisioni obbligatorie, surrettiziamente imposte, indegne sia perché gli si impedisce di scegliere un formatore esterno alla scuola, sia perché ledono il diritto del paziente di sapere chi dirige di fatto la sua terapia. Mentre il mondo della psicoterapia è una Babele scontrosa e priva di solidarietà, il mondo della psichiatria appare come un grigio monolite in cui non litiga mai nessuno.

Intendiamoci, la vita e l’esperienza culturale di Freud e di Jung sono state comunque un successo, ed è bene rimarcarlo. I due grandi maestri hanno posto le basi della moderna psicoterapia, che rappresenta pur sempre l’alternativa elitaria alla psichiatria di massa. In tal senso hanno donato (a tutti noi che crediamo che la maturazione del pensiero sia lo strumento per la guarigione della psiche) una base di cui non possiamo più fare a meno. Ma in un certo senso si sono dovuti accontentare entrambi di poteri “locali”: Freud di una Società Psicoanalitica che ha prodotto ricerca empirica e relazionale e poi, nei paesi anglosassoni, anche sociale; Jung di aver posto il seme dell’antipsichiatria (essendo stato in fondo l’antesignano di tale corrente) e di aver contribuito allo sviluppo della controcultura europea e della New Age americana.

Nella vita privata sia Freud che Jung furono benestanti (fra l’altro Jung sposò una donna ricchissima) e oggetto di un culto personale crescente. Ma anche questo in fondo può essere l’ambiguo segno di una sconfitta. La psichiatria organicista classificatoria fondò il suo statuto e il suo potere fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento coi nomi di Wilhelm Griesinger, Emil Kraepelin, Eugen Bleuler e Karl Jaspers, dopo di ché non ebbe mai più né scismi né innovazioni, quindi non ebbe più bisogno di idee e nomi nuovi (come appresero a loro spese i grandi antipsichiatri Franco Basaglia e Ronald D. Laing, morto l’uno di tumore a 56 anni, l’altro di infarto a 61 anni).

Lacan-Sartre-Picasso-Camus-De-Bouvoir

Un potere consolidato (come quello psichiatrico, alla stessa stregua di un potere religioso o politico) ha bisogno solo di una Bibbia (nel caso della psichiatria è il DSM): non ha più alcuna necessità di produrre innovazioni, né ha bisogno di elevare templi ai propri guru. Noi consacriamo il nostro lavoro ai nomi di Freud, Jung, Melanie Klein, Anna Freud, Winnicott, Laing, Lacan, Hillman… personalità intorno alle quali si addensa un mito eroico… E li onoriamo al punto da tentare di emularli. La psichiatria biologica non ha bisogno di indicare eroi. Aspira e per ora possiede la superficie piana di una pretesa oggettività, di una pretesa scientificità, quindi dispone di un tempo fermo, di un tempo che si pretende eterno. Ma di questa superficie piana, di questa superficialità, noi psicoterapeuti esclusi dalla classe dominante siamo l’indistruttibile ombra. Noi amiamo gli individui creatori e la loro umile storia, il potere no. Il vero potere cancella sempre gli individui che l’hanno creato. Non scava mai nelle loro vite. Al massimo ne fa delle icone da cartolina. Il vero potere crea la propria casta, poi un sistema piramidale di sotto-caste, infine cancella le tracce del proprio percorso. La sua ossessione è cancellare, sottrarre alla coscienza, negare l’accaduto: fare della Storia una pagina bianca.

Non di meno, noi continuiamo a lavorare nel solco scavato dai grandi del passato. Li onoriamo e li emuliamo e cerchiamo di fare sempre meglio. A noi il ruolo di scavare nel sottosuolo della società, quindi anche in quello del potere costituito. Non possiamo altro che essere rivoluzionari e creativi. Alla psichiatria biologica lasciamo il ruolo di ancella dell’ordine costituito. Per questo non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarci. Purtroppo, alcune società di psicoanalisi si sono costituite come nuove istituzione: due o tre colloqui con altrettanti esaminatori per assicurarsi che il candidato non abbia “controindicazioni” ad essere un analista; sei anni di corso formativo; analisi personale interna alla scuola; analisi didattica; supervisioni. Un conto salato, sia in termini economici che psichici: chi potrebbe mantenere la propria autonomia morale e intellettuale con un simile pressing? Non a caso la psicoanalisi ha cessato di produrre potenziale euristico e terapeutico. Il nostro compito non potrà essere altro che quello di smuovere il terreno consolidato del “senso comune”, sia sociale che psichiatrico e psicoterapeutico. Freud appose al frontespizio dell’Interpretazione dei sogniun verso di Virgilio: «Flectere si nequeo superos, Acheronta movebo»: se non potrò essere ascoltato dal cielo, chiederò agli Inferi. Il suo spirito – se non la sua lettera – continua ad essere quello giusto.

fonte e articolo completo https://www.sipsid.it/intersezioni/psichiatria/freud-jung-e-la-classe-dominante/

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La propaganda tra sacro e profano: l’arte di influenzare le persone

La propaganda generalmente è intesa come l’attività di diffusione di idee e informazioni con lo scopo di indurre un bacino d’individui a interiorizzare specifiche attitudini e a svolgere determinate azioni. Insomma, rappresenta il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche persuasive per raggiungere specifici obiettivi. Scopi atti a beneficiare coloro che gestiscono tale processo, obbedendo a dinamiche meccanicistiche di causa-effetto.

Selezione dei fatti

In posizione antitetica alla propaganda si pone la pura e semplice esposizione dei fatti, della realtà nella sua completezza neutra ed esaustiva che abbandona faziosità e valorizzazione di determinati aspetti rispetto ad altri, prerogativa della prima. La propaganda, infatti, può presentare i fatti in modo selettivo, mentendo per omissione ad esempio, catalizzando una sintesi conclusiva particolare, oppure utilizza messaggi caricati di retorica e di facile sentimentalismo narrativo-linguistico per stimolare risposte emozionali, piuttosto che razionali, alle informazioni presentate. L’uso della propaganda è dannoso per la libera e naturale formazione dell’opinione personale e pubblica, diffondendo così tali effetti deleteri sia sul singolo individuo sia sull’intero corpus sociale.

Comunicazione e demagogia

Un esempio di propaganda particolarmente rappresentativa è stata quella partorita dal nazismo e dal fascismo: tramite un uso sapiente e ben pianificato dei mezzi di comunicazione di massa del tempo, Hitler è riuscito nell’intento turpe e barbarico di convincere le folle riguardo all’imprescindibilità del bisogno ineluttabile dell’olocausto e nella necessità storico-politica di una guerra di espansione, conducendo un’intera nazione alla distruzione fisica, politica ed economica, vittima di un’assurda volontà di potenza (Boschi 2005). Esempi di propaganda ideologicamente meno estremi, ma non meno dannosi, sono quelli volti all’arricchimento tout court di pochi “eletti” a discapito dell’impoverimento delle masse, rese miopi da una demagogia fatta di promesse non mantenute. In questo caso i leader, con un sapiente uso dei sondaggi, conoscono quali sono i bisogni delle persone, promettono loro di esaudirli, ma poi nei fatti compiono azioni atte ad esaudire propri, spesso in antitesi con i desideri del popolo, danneggiandolo a favore d’istanze esclusivamente elitarie (Beetham 1989).

Alla ricerca di simbologia

Il successo della propaganda necessita di una efficace selezione semantico-linguistica, minuziosamente mirata, sui fatti che devono essere esposti all’interlocutore prescelto, pena la sua totale inefficacia. La presenza di un forte intento censorio in vari ambiti della vita pubblica è un pesante e inequivocabile indizio di una propaganda in corso. Una propaganda che per raggiungere gli obiettivi che si prefigge mira ad esaltare e a valorizzare le rivendicazioni, i sogni utopistici di un popolo, omettendo la realtà dei fatti e ricorrendo ad un massiccio uso di simulacri. Una simbologia che racchiude in sé quegli stessi sogni e nutre tutto il mondo immaginifico-retorico di cui un pubblico ha bisogno per credere e perseguire il raggiungimento unanime e condiviso di quegli obiettivi, quegli scopi dipinti come imprescindibili per il bene comune.

Propaganda religiosa

Il termine propaganda nasce in un contesto semantico-religioso quando la Chiesa cattolica nel XVI secolo organizza, per arginare la diffusione del protestantesimo dopo lo scisma voluta da Enrico VIII, una Congregatio de propaganda fide: un dipartimento preposto alla diffusione della fede cattolica. Originariamente il termine non intendeva riferirsi a informazioni fuorvianti o parziali, ma custodiva e tentava di attualizzare intenti di tutela nei confronti di una religione messa in pericolo da pericolosi venti di rinnovamento. La propaganda si declina in diverse tipologie e ambiti, spesso in commistione fra loro. La propaganda religiosa, come detto, è solo una delle forme storicamente più definite e comuni di propaganda e mira alla diffusione e alla tutela di un determinato culto.

Propaganda letteraria

La propaganda culturale, e in particolare quella letteraria, è tra le più importanti, essendo la propaganda stessa un fatto essenzialmente comunicativo. San Paolo, ad esempio, è uno tra i più popolari propagandisti della storia religiosa. Era sostanzialmente propaganda anche il De bello Gallico, che servì a Cesare per amplificare esponenzialmente la propria reputazione a Roma. Questa tipologia si è dunque intrecciata spesso con quella religiosa e ancor più con quella politica. In questo caso quest’ultima si fonde con quella prettamente estetico-artistica, in misura relativamente variabile (nei casi più estremi la finalità artistica può essere solo un velo posto sulla prima). L’Eneide di Virgilio ne è un esempio: l’equilibrio e l’armonia letteraria si legano all’esaltazione di Roma (erede della mitica Troia) e dell’imperatore Ottaviano Augusto (della famiglia Iulia, fondata da Iulo, figlio di Enea). Intenti propagandistici emergono prepotentemente anche dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, volta al consenso, alla cristallizzazione dell’opinione pubblica nordamericana e alla giustificazione della rivoluzione all’estero. Si pensi in tal caso al “divario” tra l’idea di democrazia e uguaglianza, e la realtà effettiva di una classe dirigente eletta da una percentuale della popolazione che si aggirava intorno all’1,5% del totale.

Un’informazione faziosa

I libelli di Martin Lutero e le opere di Karl Marx sono stati in parte scritti con finalità propagandistiche. Le pubbliche relazioni rappresentano un’emanazione della propaganda, ne rappresentano una forma moderna, evoluta, che caratterizza i rapporti tra un’organizzazione di grandi dimensioni e il pubblico moderno. I propagandisti cercano di cambiare il modo in cui la gente comprende una questione o una situazione, allo scopo di cambiarne le azioni o le aspettative, secondo una sola prospettiva: la propria. In questo senso, la propaganda serve come corollario complementare alla censura, dove lo stesso scopo viene raggiunto, non attraverso false informazioni, ma prevenendo la conoscenza di informazioni vere. Ciò che identifica fortemente la propaganda rispetto a altre forme di controllo è la volontà di influenzare l’orientamento delle persone, attraverso l’inganno e la confusione, piuttosto che tramite la persuasione e la comprensione. Insomma, la propaganda diffonde sostanzialmente informazioni fake, o nel migliore dei casi faziose, che hanno lo scopo di rassicurare un popolo che vuole crederci. Il postulato che si pone alla base di tale tecnica è che, se la gente crede in qualcosa di falso, sarà costantemente assalita dai dubbi, dubbi che provocheranno un disagio secondo dinamiche di dissonanza cognitiva. Di conseguenza gli individui, pur di estinguerli, diventeranno particolarmente ricettivi alle rassicurazioni di chi è al potere, consolidando e legittimando quest’ultimo.

fonte e articolo completo https://sociologicamente.it/la-propaganda-tra-sacro-e-profano-larte-di-influenzare-le-persone/

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432 HZ

Tutto in natura vibra a 432 HZ.

Il rumore del mare, la pioggia, il ronzio delle api, il frusciare delle piante, persino il battito cardiaco umano… ogni cosa è sintonizzata sui 432 HZ.

Nel 1939 il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels impose il diapason a 440 Hz contro il referendum dei 25.000 musicisti in Francia contrari a questa scelta.

Goebbels aveva notato che la musica a 440 hz influenzava negativamente le masse rendendole più manipolabili e violente.

Pochi gruppi hanno fatto sperimentazioni con l’intonazione a 432 hertz tra cui: Pink Floyd, Mick Jagger, Tool, The Renegades, e Archangel.

La musica a 432 Hz parla al cuore, codifica le cellule in maniera armonica e favorisce la nostra salute grazie alla ricettività a questa frequenza da parte del DNA che produce così proteine integre per tutto il corpo. L’ONDA GENETICA che permette l’ipercomunicazione tra la specie umana è possibile solo con armoniche a 432 HZ,al contrario quella a 440 hz blocca la nostra specie nella percezione di sepazione e di limitazione evolutiva.

fonte dalla rete

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No Vax-Free Vax 3.0

  • L’obbligo di vaccinazione in Italia nasce nel 1888 (anti-vaiolosa, legge Crispi-Pagliani);
  • la sanzione delle esclusioni scolastiche è introdotta nel 1939 dal governo fascista (anti-difterica, L. 891/1939);
  • nel dopoguerra si aggiungono l’obbligo di anti-tetanica (1963), anti-polio(1966) e anti-epatite B (1991);
  • nel 1967 (DPR 1518/1967, art. 47) è reintrodotto il divieto di iscrizione a scuole ed esami per chi non ha ricevuto le cinque vaccinazioni obbligatorie (poi ridotte a quattro, nel 1981);
  • la sanzione dell’esclusione scolastica è abrogata nel 1999 (DPR 355/1999). Da allora, l’adesione alle vaccinazioni ex obbligatorie (DPT-Hep3) si è mantenuta stabile e quella alle vaccinazioni raccomandate (MPR-V, HPV, meningiti) è cresciuta costantemente;
  • Nel 2017 (L. 119/2017) si reintroduce per la terza volta l’esclusione scolastica dei renitenti alla vaccinazione e il numero di vaccinazioni obbligatorie è portato a dieci, in assenza di qualsivoglia emergenza epidemiologica;
  • Nel 2018 si avvia la discussione di una nuova norma (D.L. 770/2018) per estendere l’esclusione dei renitenti anche dalle scuole dell’obbligo e superiori e, potenzialmente, elevare il numero delle vaccinazioni obbligatorie e dei soggetti obbligati.

L’obbligo vaccinale vige più o meno ininterrottamente in Italia dal 1888, in modi diversi.

Ciò che si chiede al Governo è di non subordinare ad esso l’accesso all’istruzione e il godimento di altri diritti civili come avveniva durante il Fascismo e come avviene oggi, per un numero molto più alto e ingiustificato di somministrazioni.

Matteo Salvini e altri hanno assunto questo impegno.

Che va mantenuto.

Fonte e articolo completo http://ilpedante.org/post/una-sintesi

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Comunicato dal Comitato Libertà di Scelta

C’è un gruppo di persone, genitori, attivisti per la libera scelta, che si sono conosciuti ed apprezzati nel tempo.

C’è stata una forte unione, a livello nazionale, che, in occasione della Proposta di Legge di iniziativa Popolare e della creazione del suo comitato promotore, ha portato quelle persone a proseguire la loro collaborazione. Hanno iniziato un percorso insieme e lo hanno portato avanti, lavorando attivamente insieme su vari fronti, cooperando senza protagonismi.

Il comitato ufficiale era nato inizialmente per la Proposta di Legge che aveva unito diverse realtà sul panorama nazionale per arrivare alla raccolta delle firme (oltre 110.000) che in buona parte sono state depositate come da iter a Montecitorio, in attesa di essere avviate le procedure relative.

I genitori e i professionisti che avevano lavorato per quello, una volta depositate le firme, hanno capito che quella intesa non poteva andare persa e hanno deciso di proseguire.

Fino ad oggi non abbiamo mai sentito la necessità di “palesarci” al grande pubblico perché, come tutti abbiamo visto, le parole servono a poco. Di comunicati ne abbiamo letti fin troppi in questi due anni, ma sono le azioni concrete che contano.

Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto l’appello di diversi genitori a costituire un fronte di genitori, nazionale, che potesse dare il via ad un movimento che unisse tutta l’Italia per la lotta contro la Legge 119 e contro quanto si sta configurando con il Disegno di Legge 770 in discussione in Commissione al Senato.

Noi ci siamo. Ci siamo sempre stati.
Se verranno proposte iniziative interessanti e ben organizzate, le appoggeremo senza indugio.

Questo messaggio nasce oggi per informarvi che un fronte unito esiste, non è nuovo, è operativo da un anno.
Non si tratta di un progetto unico, anche perchè l’esperienza ci ha insegnato che si tratta di una ipotesi assai utopistica quella di riuscire a mettere in un unico movimento tante persone che, comunque, possono avere anche visioni diverse sull’operato da svolgere.

Siamo attivi da tutto questo periodo sotto i vostri occhi, ma senza forse offrire la percezione di un gruppo compatto che ha lavorato unito.

Terminato l’iniziale scopo, chi ha svolto la maggior parte di quel lavoro ha capito che c’erano i margini per proseguire con un lavoro più complesso. Abbiamo visto che era l’unico per molti di noi che funzionava e deciso di andare avanti.
Questo gruppo vede l’adesione di diverse realtà di supporto a Corvelva, ma non sarebbe comunque esaustivo per ringraziare l’operato di tutti.

Il nostro impegno è quello della divulgazione delle analisi, che molti di voi conoscono per l’ammirevole (ed unica al mondo) azione di Corvelva.

Il nostro impegno è quello della comunicazione, che attraverso un lavoro che ormai prosegue da un anno e mezzo, ha visto nascere anche Informazione Libera Press, un progetto editoriale attivo in campo sanitario che nacque grazie alle donazioni, per la maggiore, di 490 famiglie lombarde.

Il nostro impegno è quello del lavoro svolto per la creazione di un dossier che sarà utile se mai daranno seguito alle audizioni promesse dallo stesso Presidente di Commissione Sileri, che ha visto la partecipazione di diverse realtà regionali che vanno dal Piemonte, alla Lombardia, al Veneto, al Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna e diverse altre regioni.

Il nostro impegno è quello dei contatti internazionali che hanno aiutato la stessa Corvelva ad arrivare a portare la nostra situazione all’estero, scatenando l’interesse di altri paesi europei ed extra europei.

Il nostro impegno è quello delle traduzioni scientifiche, delle analisi e di pubblicazioni utili a tutti, fatte da genitori che hanno messo in campo il proprio know how al meglio.

Il nostro impegno è quello che ha aperto le danze e un dialogo con la Stampa, soprattutto nell’ultimo periodo, trovando canali che stanno portando alla luce scandali che noi denunciamo da tempo.

Il nostro impegno è questo e molto altro.

Grazie, in qualità di rappresentanti

(in ordine alfabetico)

  • ADER Salute e Libertà – Associazione Diritti Emilia Romagna
  • Cittadini Liberi e Consapevoli Puglia
  • CLi.Va Toscana Comitato per la libertà di scelta vaccinale Toscana
  • CLiSVaP Comitato per la Libertà di Scelta Vaccinale Piemonte
  • Co.li.bri. Libertà Brianza
  • CORVELVA Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni
  • Colibrì Puglia
  • Genitori del No Obbligo PiemonteGenitori del No Emilia Romagna
  • Genitori del No Obbligo Lazio
  • Genitori del No Obbligo Lombardia – sezione Brescia
  • GNL Genitori NO obbligo Lombardia
  • Gruppi Uniti.it
  • Libera Scelta Alessandria
  • Libero x tutti – Forlì
  • Modilis Sardegna

#IONONDIMENTICO
#nessunoescluso
#insiemesipuo
#iostoconibambini
#scienza

fonte e articolo completo https://www.corvelva.it/speciali-corvelva/comunicati/comunicato-dal-comitato-liberta-di-scelta.html

P-T-S-D


I risultati di una recente ricerca italiana pubblicata l’8 gennaio 2019 sul «Journal of Neuroscience Research» (J Neuro Res. 2019;1-11) sono estremamente interessanti e confermano le «Leggi biologiche» codificate dal dottor G. R. Hamer

Lo studio ha preso in esame 84 persone alle quali è stato diagnosticato il PTSD, cioè il Disturbo Post-Traumatico da Stress. Parolona pregnante che non significa assolutamente nulla, ma che serve a medici, psicologi e psichiatri per cercare di spiegare il profondo disagio interiore vissuto da una persona.
Secondo i ricercatori questo PTSD può scatenare malattie cardiovascolari, cancro e sindrome metabolica. Avete letto attentamente? La «malattia emotiva» che colpisce spesso chi vive un evento traumatico/conflittuale particolarmente intenso, drammatico e pericoloso sarebbe l’innesco e/o la causa di patologie gravissime come il cancro o l’infarto.

Il gruppo di persone prese in esame è stato suddiviso in base al tipo di trauma vissuto: 39 vittime di attacchi terroristici, combattimenti bellici, rapimenti e torture e 45 vittime di altri eventi traumatici, come incidenti stradali, di caccia, o persone che avevano provato un forte trauma in seguito alla morte di una persona cara.
Il dottor Andrea Fagiolini, uno dei principali autori dello studio e direttore del Dipartimento di Salute Mentale e UOC Psichiatria dell’azienda ospedaliero-universitaria di Siena, spiega che «sebbene questi studi siano agli albori, i nostri risultati suggeriscono la possibilità che alcuni tipi di trauma, come quelli particolarmente intensi o ‘disarmanti’ degli attacchi terroristici, possano alterare alcuni sistemi del corpo umano in modo ancora più pervasivo di altri tipi di trauma, con conseguente maggiore possibilità di sviluppare malattie correlate, come il cancro”.

Il dottore dichiara che tali studi sono agli albori, peccato che se si prendesse la briga di studiare la mole documentale lasciata dal teutonico medico, capirebbe che tali informazioni sono a disposizione dell’umanità da quasi quarant’anni, dal 1981 per essere precisi.
Nonostante questo, è interessante uno studio ufficialissimo che correla l’aspetto biologico-emozionale alle manifestazioni patologiche gravi come il cancro.
Ovviamente per loro il cancro sarebbe dovuto a uno squilibrio del sistema endocrino: «i pazienti con PTSD hanno alterazioni del sistema endocrino, del sistema nervoso autonomo e di vari neurotrasmettitori». Squilibri che possono portare a «un aumento del cortisolo o a ulteriori squilibri che aumentano il rischio di genesi dei tumori, ad esempio, come conseguenza di alterazioni del sistema immunitario». Tutto sacrosanto, ma si limitano a guardare il dito e non la Luna: se solo so spingessero un po’ più in là del loro naso…

L’altra cosa emersa è l’associazione tra conflitto e cancro femminile, hanno riscontrato infatti più tumori nelle donne rispetto agli uomini, e questo rischio maggiore per le donne «potrebbe essere correlato a un diverso assetto del sistema endocrino o a una diversa suscettibilità per alcune neoplasie, come quelle mammarie, che potrebbero risentire più di altre delle disregolazioni endocrine e immunitarie correlate al PTSD».

La Verità è figlia del tempo, e non a caso questo studio da ragione alle scoperte del medico più boicottato e maltrattato dell’ultimo secolo: Geerd Ryke Hamer, il quale, ovunque si trovi in questo momento, sta certamente ammiccando…
E comunque, gli studi e le verifiche empiriche di Hamer rappresentano in realtà solo la punta di un iceberg, e il portale che conduce alla visione di un Nuovo Mondo. Prima di lui infatti Hans Seyle, Henri Laborit, Lippet e molti altri hanno ampiamente dimostrato le connessioni tra stress e malattia. Dopo di lui Pribram, la Pert, Thorwald Dethlefsen, l’italiano Castrica e molti altri continuano ad evidenziare il ruolo primario del cervello nel generare una «malattia» o una «alterazione comportamentale».
Il vero merito di Hamer è aver aperto una breccia tra una medicina «commerciale» votata alla risoluzione di un sintomo mediante somministrazione obbligata di un farmaco e una medicina vera e scientifica in grado di spiegare nel 100% dei casi in maniera assoluta, ripetibile e prevedibile lo sviluppo di una alterazione anatomica e funzionale.

Infine il merito straordinario di aver anche ridimensionato la «paura» della diagnosi…

fonte e articolo completo https://disinformazione.it/2019/01/17/le-neuroscienze-riabilitano-hamer/